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Oblio oncologico: al via le norme per il rilascio del certificato

15 ago 2024 | 3 min di lettura | Pubblicato da Rosaria B.

Oblio oncologico e mutui

L'oblio oncologico è oramai un diritto anche in Italia grazie a un’apposita legge approvata lo scorso anno.

La tutela giuridica di chi ha avuto un tumore, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del secondo decreto attuativo lo scorso 30 luglio, compie finalmente un ulteriore passo avanti: sono state stabilite le modalità per il rilascio del certificato che attesta l’avvenuto oblio, necessario ad una parte degli ex pazienti per modificare le clausole peggiorative contenute in alcuni contratti come mutui prima casa e assicurazioni.

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Quali sono le norme in sintesi

La legge che disciplina il tema dell’oblio oncologico è in vigore dal 2 gennaio 2024 ma per la sua applicazione pratica sono stati necessari ben due decreti ministeriali.

Il primo, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 aprile scorso, disciplina la tempistica prevista per ottenere l’oblio per ciascuna patologia. Il secondo, che risale a due settimane fa, definisce invece le modalità operative per ottenere la certificazione medica da presentare a enti, imprese, banche e assicurazioni, per far valere il rispetto dei propri diritti.

Come ottenere la certificazione per l'oblio oncologico

Entrando nel dettaglio, il testo normativo precisa che “il soggetto interessato, già paziente oncologico”, deve presentare “istanza eventualmente corredata dalla relativa documentazione medica, di rilascio del certificato che attesta l'avvenuto oblio oncologico, a una struttura sanitaria pubblica o privata accreditata o ad un medico dipendente del Ssn nella disciplina attinente alla patologia oncologica di cui si chiede l'oblio o al medico di medicina generale oppure al pediatra di libera scelta”. La certificazione, come previsto dal decreto all’articolo 2, è rilasciata “entro trenta giorni dalla richiesta se sussistono, a giudizio della struttura o del medico certificante, i presupposti temporali (decennali o quinquennali) richiesti dalla legge”.

Quando e a chi serve la certificazione

La certificazione non sarà però necessaria per tutti gli ex pazienti, ma solo per una minoranza.

La legge prevede già che gli ex pazienti oncologici non siano più obbligati, trascorso il lasso di tempo dal termine dei trattamenti indicato per le varie neoplasie (e che può variare da 1 a 5 o 10 anni), “a fornire informazioni né a subire indagini in merito alla propria pregressa neoplasia”.

In pratica non occorre che una persona dichiari o certifichi la sua condizione di ex paziente. La certificazione è invece necessaria “se un ex paziente ha già in essere un mutuo oppure ad esempio una assicurazione stipulati prima dell'entrata in vigore della legge e caratterizzati da clausole o tassi peggiorativi per il fatto di aver dovuto dichiarare di avere una neoplasia. Queste persone avranno quindi bisogno del certificato per dimostrare di rientrare ora nell'oblio oncologico al fine di poter modificare delle condizioni contrattuali o assicurative peggiorative legate alla passata dichiarazione di malattia”.

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