La strada per la riqualificazione energetica è ancora lunga
10 ott 2024 | 2 min di lettura | Pubblicato da Paolo F.
L'edilizia è uno dei settori più inquinanti. La situazione, però, sta migliorando negli ultimi anni, anche grazie alle direttive dell'UE.
La situazione è migliorata negli ultimi anni, ma sono ancora troppe le case che rientrano nelle classi peggiori, la F e la G.
L’edilizia è uno dei settori più inquinanti. Secondo stime dell’ANCE, l’Associazione Nazionale Costruttori Edili, agli edifici è imputabile circa un terzo delle emissioni di gas a effetto serra. Migliorare l’efficienza di appartamenti e uffici è quindi un elemento decisivo per raggiungere gli obiettivi climatici europei.
Per questo, ad aprile, l’Ue ha approvato la direttiva “case green”, che punta a ridurre il consumo energetico e le emissioni clima-alteranti di case e palazzi entro il 2035, per poi arrivare al 2050 alla completa decarbonizzazione edilizia. La strada però, secondo un’elaborazione di SAIE dei dati SIAPE, il Sistema informativo sugli attestati di prestazione energetica sviluppato dall'ENEA, è ancora molto lunga.
Italia, voto “F”
In Italia, la corsa verso la riqualificazione energetica degli immobili ha avuto un notevole impulso grazie al Superbonus 110%. Sempre secondo l'ANCE, grazie alla misura, il 5,8% del patrimonio edilizio nazionale è stato riqualificato. Ma qual è la situazione generale? Quanto sono efficienti i nostri edifici? Il tema è ambientale, ma anche immobiliare, visto che l’efficienza energetica è un parametro che influisce sul valore di una casa o sulla portata dei mutui, in particolare dei cosiddetti “mutui verdi”.
Secondo le ultime rilevazioni, gli Attestati di Prestazione Energetica (i certificati APE) richiesti dal 2015, anno di attivazione del sistema, a oggi sono quasi 6 milioni, di cui 1,1 milioni solo nel 2023. E qui iniziano le cattive notizie: lo scorso anno è rientrata nelle classi energetiche peggiori (F e G) quasi la metà degli edifici certificati (45%). Quelli appartenenti alla classe A, sono stati appena il 16%. La situazione, anche se non ancora rosea, è migliorata rispetto all’anno precedente, quando le classi più basse arrivavano al 51% e quella migliore si fermava al 12%.
Le regioni più virtuose
A livello regionale, analizzando il periodo 2015-2023, il maggior numero di APE di classe G e F si riscontra nel Lazio (65%), seguito da Liguria (62%), Toscana (62%), Umbria (61%) e Molise (61%). Mentre, guardando alla somma delle classi A, i territori più virtuosi risultano essere al Nord: Valle d’Aosta (20%), la provincia autonoma di Trento e la Lombardia (entrambe al 15%).
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